Parliamo, come abitudine, di “riposo”, ma in realtà il defunto non riposava affatto, anzi, nella tradizione egizia, si metteva in cammino per superare dodici porte, “controllate” da altrettanti demoni. Ad ogni ora della notte, il faraone doveva superare una prova fino allo scontro con Apophis, il demone del caos, e al passaggio dell’ultimo varco che gli consentiva di entrare, in corpo e anima, nell’Egitto degli dei, luogo della beatitudine eterna.