Il fante Matteo Pecoraro e il suo ritorno a casa 63 anni dopo
La lunga ricerca
Il ritorno a casa
Il corpo di Matteo Pecoraro, classe 1916 (aveva 25 anni quando morì), fece ritorno a Salerno nel 2004. L'11 giugno di quell'anno, nella cattedrale di Salerno, gli fu dato l'ultimo saluto alla presenza dei parenti, delle autorità e di semplici cittadini. I resti erano custoditi in una cassetta di legno, spoglia e semplice, cinta dalla bandiera italiana che l'avvolgeva. In chiesa erano presenti, in rappresentanza, anche i gonfaloni delle associazioni dei familiari dei caduti e dei dispersi in guerra, dei combattenti e dei reduci della città di Salerno.
La campagna di Grecia, che si svolse tra il 28 ottobre 1940 e il 23 aprile 1941, fu tragica per l'Italia, un vero e proprio massacro: 13.755 morti, 50.874 feriti, 12.368 congelati, 52.108 ammalati e 25.067 dispersi. In particolare il fante Matteo, che faceva parte dell'8° Reggimento della Divisione Cuneo, morì a Bregu Psarit durante l'assalto iniziato alle 6.45 del 14 gennaio. Il 20 febbraio 1941 giunse un telegramma alla famiglia: “Il 14 gennaio per ferite in combattimento est deceduto Bregu Psarit, Fante PECORARO MATTEO di Vincenzo classe 1916. Provvedete dovuti riguardi urgente partecipazione alla famiglia residente Via A. Genovesi 22, Salerno, esprimendo mie condoglianze. Sottosegretario Guzzoni”. Poche, fredde parole, per la morte di un giovane uomo.