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La storia di Filippo, noto anche come “il cane di Gravagnuolo” e simbolo di via Velia

La storia di Filippo, noto anche come “il cane di Gravagnuolo” e simbolo di via Velia
Negli anni Ottanta, chiunque passasse da via Velia a Salerno, notava un bellissimo cane chow chow immobile e statuario dinanzi a un negozio...

Un cane-leone

Negli anni Ottanta, chiunque passasse da via Velia, cuore della città di Salerno, non poteva che notare un bellissimo cane chow chow che, simile a un leone per la folta criniera dorata, restava immobile e statuario dinanzi al negozio della famiglia Gravagnuolo. In fondo non era così diverso dai due leoni di pietra posti “a protezione” della cattedrale, quei leoni che, alla fine dell'XI secolo, si animarono e protessero il duomo di San Matteo, appena inaugurato, dall'invasione degli agguerriti pirati saraceni.

“Filippo, Filippo!”

Ogni mattina, Adolfo, titolare dell’esercizio commerciale, apriva la saracinesca alle 8.10, dieci minuti prima che uno scuolabus passasse. I bambini a bordo si affacciavano ai finestrini chiamando quel cane e facendogli le feste: “Filippo, Filippo!”. Già, perché proprio “Filippo” era il nome di quel cane, buono e disponibile con tutti.