Negli anni Ottanta, chiunque passasse da via Velia, cuore della città di Salerno, non poteva che notare un bellissimo cane chow chow che, simile a un leone per la folta criniera dorata, restava immobile e statuario dinanzi al negozio della famiglia Gravagnuolo. In fondo non era così diverso dai due leoni di pietra posti “a protezione” della cattedrale, quei leoni che, alla fine dell'XI secolo, si animarono e protessero il duomo di San Matteo, appena inaugurato, dall'invasione degli agguerriti pirati saraceni.