Da queste mura sono passati migliaia di bambini e di genitori da quel lontano 1957 quando si diede inizio alla sua costruzione (sarà ampliata nel corso degli anni fino a raggiungere i 4355 metri quadrati d’estensione). Quelle scalinate, lungo le quali schiere di genitori hanno atteso i loro figli al termine della giornata scolastica, sono state percorse dalla bidella Zerbina, che aveva i capelli rossi e ricci e gli occhi da egiziana; dal bidello Lucio, al quale toccava ogni anno vestirsi da Babbo Natale prestandosi a farsi scattare le tradizionali foto con i bambini; ai maestri storici: Emma Amoroso e Carmine Marra, che passeggiavano per il quartiere mano nella mano, eleganti, gentili, d'altri tempi. O il maestro Zambrano, che era uso radunare le classi per far cantare e ballare i giovanissimi studenti. Lo si aspettava con ansia bussare alla porta dell'aula perché finanche il suo nome era sinonimo di ore di gioia e di svago.
Candidatosi alle elezioni del maggio 1956 quando, con 934 voti, fu eletto consigliere comunale entrando poi nella giunta guidata dall'indimenticabile sindaco Alfonso Menna.
Da assessore riservò grandi attenzioni alla scuola, sostenendo sia gli insegnanti che le famiglie. Aveva anche posizioni all'avanguardia e promuoveva, per esempio, l'apertura degli asili nido comunali (oggi simbolo stesso di una comunità che va incontro alle esigenze concrete delle persone).
D'altra parte, dagli inizi degli anni Sessanta, la stessa Scuola “Matteo Mari” è emblema di modernità, dotata com'è di un refettorio dove gli alunni potevano mangiare gratuitamente, di una scuola di musica, di una palestra fornita di tutti gli attrezzi ginnici più moderni.