Quel missionario è una figura cara ai salernitani ed è entrano nella storia della città.
Fu arcivescovo di Salerno e amministratore della diocesi di Acerno dal 5 febbraio 1969 al 20 ottobre 1984, poi anche vescovo di Campagna dal 4 agosto 1973. Raccontò quella sua esperienza in Cina, dove subì la tortura, affrontò trentadue processi e fu condannato a sei mesi di lavori forzati, in un libro dal titolo “Croce d’oro tra le sbarre”, edito nel 1960. Scrisse tra l'altro: “Davanti a quel furore popolare, nel sentire tante infami calunnie e alla vista di quei pavidi cristiani, nel mio animo prevalse un sentimento: quello del perdono. Perdonali tutti”.