La storia di Pietro Barliario tra storia e leggenda
Pietro Barliario: un pò stregone, un pò uomo di scienza
Le sua curiosità, la sua perenne ricerca, la sua fama d’indagatore dell’occulto, pur da uomo di scienza, lo rese quasi leggendario tanto che, nella letteratura, incarnò la figura del mago e del negromante e gli scrittori cominciarono ad inventare episodi fantastici che lo vedevano protagonista. In un testo del 1403, Barliario aveva poteri soprannaturali grazie alla concessione di un libro magico ottenuta in seguito ad un patto con il demonio. Si dice per esempio che preparasse pozioni per far innamorare ogni donna e che fosse in grado di tramutare la materia. In tarda età – si tramanda che sia vissuto novantatré anni, un vero record per l’epoca – si pentì d’essere sceso a patti con il male. Pare che la conversione avvenne in seguito alla morte tragica dei nipotini, una vera e propria vendetta del diavolo, che voleva punirlo per aver solo pensato a cambiar vita e tornare sulla via del bene.
Sempre la leggenda, narra che i suoi nipoti, Fortunato e Secondino (nomi tipicamente salernitani) entrarono di nascosto nel suo laboratorio e cominciarono a giocare con qualche terribile sostanza velenosa che ne causò la morte sul colpo.