Renato Casalbore, fuoriclasse della macchina da scrivere
Nato il 1° gennaio 1891, a poco più di vent'anni si trasferì a Torino, dove trovò lavoro negli uffici amministrativi del quotidiano “La Stampa”, che accanto al giornale pubblicava l'innovativo “Stampa sportiva”, raccontando le gesta atletiche con le fotografie. Una vera novità per quell'epoca. L’allora caporedattore Claudio Corradini riconobbe in quel giovane salernitano, così signorile nei modi, la stoffa del giornalista di razza e lo promosse cronista. Casalbore scrisse per “Il Guerin Sportivo”, fondato dallo stesso Corradini, e poi per “Lo sport del popolo”, testata di cui diventò direttore tra il 1918 e il 1920.
Passò poi alla “Gazzetta del popolo”, di cui fu caporedattore e, nel 1945, fondò “Tuttosport”, ancora oggi tra i quotidiani italiani più letti. Amò il calcio, ma restano memorabili le sue cronache dal Tours de France, dal Giro d'Italia, dalle Olimpiadi. Così come i racconti delle imprese dei campioni negli sport minori.
L’ultimo articolo firmato da Casalbore
Il 1° maggio 1949, nel suo ultimo articolo prima della partenza per Lisbona, dove il Torino avrebbe giocato un'amichevole contro lo Sporting, organizzata per aiutare un giocatore in difficoltà economiche, Casalbore scrisse: “Domani i campioni partono per Lisbona per incontrarvi martedì prossimo lo Sporting, campione del Portogallo. Partono a cuore leggero”.
Il giornalista salernitano non doveva nemmeno partire per quella trasferta, ma si rese disponibile un posto in aereo perché il giovane calciatore Luigi Giuliano ebbe problemi di passaporto. Tra gli oggetti trovati sulla collina di Superga, anche un cartolina per Casalbore, firmata da tutti i calciatori del Torino, i loro autografi incerti.