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Tempesta ortensio partigiano salerno

La storia di Ortensio detto “Tempesta"

Ortensio Celano è il nome di un eroe salernitano che combatté nella guerra di liberazione sul fronte della Valle dell'Orco, tra Ivrea e Torino. Nato in una famiglia di contadini cominciò a lavorare nei campi di Paradiso di Pastena, sin da giovanissimo.

Il mistero di Maria

Il mistero di Maria

Si chiamava Maria, o forse Rosa, altri dicono “Nucctella” e attendeva non si sa chi o cosa, seduta su una colonna d'ingresso della sede delle Poste centrali di Salerno.

Alfonso Menna: il sindaco che rivoluzionò Salerno

Alfonso Menna: il sindaco che rivoluzionò Salerno

Vi raccontiamo la storia del sindaco Alfonso Menna, un uomo e un politico che rivoluzionò la città di Salerno.

Mons. Monterisi, il vescovo che aiutava i salernitani durante la seconda guerra mondiale

Mons. Monterisi, il vescovo che aiutava i salernitani durante la seconda guerra mondiale

Oggi dedichiamo la rubrica Fu Salerno all’arcivescovo Nicola Monterisi (Barletta 1867-Salerno 1944), simbolo di coraggio e di libertà di pensiero, che guidò la diocesi di Salerno dal 5 ottobre 1929 al 30 marzo 1944, giorno della sua morte.

La famiglia Wenner

La famiglia Wenner

Federico Alberto Wenner, venuto nel 1835 dalla natia San Gallo, ricco di propositi più che di beni in questa valle irrigua fatta per lui cospicua sede di industrie fiorenti, orgoglio e vigore della contrada, mostrò come tenacia ed alacrità di volere e di lavoro siano potenti leve di degna fortuna non invidiata ma benedetta”. Così recita una lapide, che nel 1902, il Comune di Pellezzano volle dedicare a Fiedrich Albert Wenner, origini tedesche, figlio di George Albrecht che, da rappresentante, divenne socio della ditta tessile “Barelocher&Co.” di San Gallo, in Svizzera.

Fu Salerno: Alfredo Ronga, alias “Spic & Span”

Fu Salerno: Alfredo Ronga, alias “Spic & Span”

Lo chiamavano Spic & Span. Così, come un prodotto di pulizia, perché aveva l'abitudine di raccogliere oggetti che gli altri buttavano. Scendeva ogni giorno dal rione Carmine, attraversava il corso e continuava fino al lungomare.
L'aspetto metteva un po' di paura, con il suo cappotto nero sempre addosso, anche in pieno agosto, e quella barba lunga, i capelli arruffati. In realtà non ha mai fatto male a nessuno, anzi era diventato quasi uno di famiglia per tanti salernitani.

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